
Basta nominare un decennio perché, quasi sempre, compaia un taglio di capelli. Gli anni Venti hanno il bob netto delle flapper; i Sessanta il pixie e le geometrie di Vidal Sassoon; i Settanta l’Afro, le creste punk e gli shag ribelli; i Novanta le scalature alla Rachel Green. E spesso sono proprio capelli a restituirci l’atmosfera di un’epoca.
Un taglio entra nelle fotografie, nei film, nelle riviste, nei videoclip e nei ricordi familiari. Si ripete fino a trasformarsi in un simbolo condiviso. Un modo per dichiarare libertà, appartenenza o cambiamento.
Il bob degli anni Venti: tagliare con il passato
Il caschetto è uno dei primi grandi tagli della modernità. Il bob era già apparso nell’immaginario pubblico nel 1915, quando la ballerina Irene Castle accorciò i capelli per praticità, ma furono gli anni Venti a trasformarlo in un fenomeno culturale. La donna con i capelli corti appariva più mobile, autonoma e meno disponibile a seguire l’idea tradizionale di femminilità. Le flapper lo indossarono insieme ad abiti più liberi e a nuovi comportamenti sociali. Non tutte le donne del periodo erano flapper, ma quel profilo finì per condensare la memoria visiva del decennio. Secondo lo Smithsonian, inizialmente alcune donne incontravano persino difficoltà nel trovare professionisti disposti a eseguire un taglio tanto radicale. Il caschetto era una piccola disobbedienza visibile.
Il pixie e Sassoon: la velocità degli anni Sessanta
Negli anni Sessanta, i capelli corti cambiano ancora significato. Il pixie di Twiggy, Jean Seberg e Mia Farrow mette in discussione i confini tra grazia femminile e codici considerati maschili. Il volto resta scoperto, gli occhi diventano protagonisti, la silhouette si fa grafica. Vogue collega il ritorno del pixie alla youthquake e alla rivoluzione sessuale, quando anche l’idea di genere cominciava a diventare più fluida.
Nello stesso clima, Vidal Sassoon trasforma il taglio in architettura. Dopo l’apertura del suo primo salone londinese nel 1954, sviluppa linee geometriche pensate per seguire il movimento naturale dei capelli.
L’Afro: il volume come orgoglio e resistenza
Tra gli anni Sessanta e Settanta, l’Afro diventa uno dei simboli più potenti della storia dei capelli. Nel contesto del Black Power, scegliere di lasciare la texture naturale significa rifiutare l’idea che il capello liscio ed eurocentrico sia l’unico modello di eleganza, ordine o professionalità.
Il volume occupava spazio, diventava politico: era un’affermazione collettiva di identità e radici culturali.
Punk, creste e tagli DIY: la bellezza che rifiuta di piacere
Se il bob aveva sfidato le convenzioni con una linea pulita, il punk degli anni Settanta sceglie lo strappo. Capelli rasati, ciocche irregolari, colori artificiali, punte e creste trasformano la testa in una superficie di protesta. Il taglio può sembrare incompleto, aggressivo, deliberatamente sbagliato: è proprio questo il punto.
Il punk rifiuta l’idea che la bellezza debba essere armoniosa, costosa o approvata. L’etica do-it-yourself entra anche nell’hairstyling: si taglia a casa, si decolora, si colora, si costruisce un’immagine con mezzi accessibili.
Il mullet degli anni Ottanta eredita parte di questa irriverenza: corto davanti e lungo dietro, attraversa rock, pop e cultura queer.
“The Rachel”: quando la televisione entra nei saloni
Negli anni Novanta, la rivoluzione arriva dal piccolo schermo. La scalatura voluminosa e incorniciante creata da Chris McMillan per Jennifer Aniston in “Friends” diventa “The Rachel”, uno dei tagli più riconoscibili della televisione.
Il suo successo racconta una nuova forma di memoria collettiva: milioni di persone guardano lo stesso personaggio ogni settimana e portano la sua fotografia dal parrucchiere. La serialità televisiva trasforma così l’hair look in un’esperienza comune e replicabile.
Perché i tagli iconici continuano a tornare
Oggi bob, pixie, shag, mullet e scalature anni Novanta riappaiono continuamente e ogni generazione li modifica attraverso nuove texture, identità e necessità pratiche.
Decenni di storia che si incontrano per dare nuove forme al presente.
Questo articolo è stato realizzato dalla redazione di Femina in collaborazione con Hair Gallery Europe – Consulenti di Bellezza, punto di riferimento nel panorama della bellezza professionale in Italia. Con oltre dieci anni di esperienza nell’hairdressing, Hair Gallery si distingue per attenzione ai dettagli, professionalità e vicinanza al cliente. È anche leader nell’e-commerce di prodotti professionali per capelli, con più di 10.000 articoli dei migliori marchi.

