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Elisa a San Siro: quando il concerto diventa sostenibile

Elisa – Un viaggio tra musica, innovazione green e futuro possibile

La musica può cambiare il mondo?

Un concerto non è mai solo musica. È esperienza, rito collettivo, condivisione. E se diventasse anche occasione per ripensare il nostro rapporto con il pianeta? A lanciare la sfida è Elisa, icona della musica italiana, che domani salirà sul palco di San Siro con uno spettacolo sold out, ma soprattutto con una visione chiara: fare del suo live un esempio virtuoso di evento ecosostenibile.

A raccontarcelo è Riccardo Pallotta, giornalista e divulgatore attento ai temi ambientali, che nella sua rubrica settimanale su Radio FM1 al microfono di Luca Eboli, ci ha accompagnati tra biocarburanti, raccolte differenziate evolute, palchi che diventano parchi sonori e una nuova consapevolezza green.

Ascolta l’intervista completa qui:

San Siro sostenibile: un progetto concreto

La notizia ha fatto il giro dei media: il concerto di Elisa a San Siro sarà il primo evento musicale in Italia con un protocollo strutturato di sostenibilità ambientale. Ma cosa significa, davvero?

Riccardo ci spiega che non si tratta solo di buone intenzioni o di un greenwashing di facciata. Dietro questo progetto c’è un impegno reale e una pianificazione dettagliata:

  • Il palco sarà alimentato con biocarburante, riducendo le emissioni fino al 70%.
  • È stato richiesto un potenziamento dei trasporti pubblici, per incentivare gli spettatori a muoversi in modo sostenibile.
  • Sarà adottata una raccolta differenziata avanzata, non solo per separare i rifiuti, ma per garantire che abbiano una seconda vita concreta.
  • I materiali utilizzati – dagli allestimenti agli abiti – sono riciclati o rigenerabili, dentro una logica di economia circolare.

Un evento, quindi, che non solo intrattiene, ma educa, mostrando che anche nel mondo dello spettacolo si può fare la differenza.

Plantasia: il palco che diventa un parco

Una delle idee più affascinanti di questa operazione è Plantasia, progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Lotus e il Comune di Milano. Si tratta di un’installazione immersiva, un parco sonoro che trasforma il palco in un vero e proprio giardino multisensoriale.

“È quasi un atto poetico – dice Riccardo – ma anche un’innovazione tecnologica che potrebbe essere replicata in altri contesti, dalle sagre locali alle grandi manifestazioni culturali”.
Un invito implicito, soprattutto per i territori – come le Marche, tanto care a Pallotta – a immaginare eventi sostenibili che siano anche esperienze artistiche totali.

Elisa, la musica e l’impegno

“Non bastano le intenzioni”, ha dichiarato Elisa. “In un momento in cui il negazionismo climatico è ancora forte, dobbiamo prendere posizione”.

Con queste parole, l’artista romagnola spiega il senso profondo del suo progetto: usare la visibilità e la forza comunicativa della musica per seminare consapevolezza.

Durante il concerto, Elisa non mancherà di parlare direttamente al pubblico, con un messaggio semplice ma potente:
“Siamo aria, siamo vento, siamo terra. Siamo uno.”

Un’espressione che racchiude lo spirito dell’intero evento: non c’è separazione tra noi e la natura. Il palco diventa eco-sistema. Il pubblico, comunità consapevole.

Il pubblico capisce davvero?

Ma il pubblico è pronto a recepire tutto questo? Oppure si va a San Siro solo per cantare a squarciagola Luce (Tramonti a Nord Est)?

Riccardo Pallotta è realistico ma fiducioso. “La maggior parte andrà per la musica, perché ama Elisa. Ma è proprio per questo che vale la pena integrare il messaggio. Chi comunica ha una responsabilità.”

E in questo caso, la responsabilità è anche una possibilità: quella di unire bellezza e contenuto, leggerezza e profondità.

Un trend che cresce: dai Coldplay a Billie Eilish

Il concerto di Elisa non è un caso isolato. Anche altri artisti internazionali stanno sperimentando formule sostenibili.

  • I Coldplay, con il progetto Music of the Spheres, hanno usato pavimentazioni cinetiche che trasformano i movimenti del pubblico in energia.
  • Billie Eilish, simbolo Gen Z, ha lanciato tour completamente eco-friendly, con merchandising compostabile e una rigorosa policy sull’abbigliamento: indossa gli stessi vestiti per mesi, in segno di protesta contro il fast fashion.

Questi esempi dimostrano che una nuova sensibilità sta emergendo, e il mondo della musica è tra i primi ad ascoltarla.

Eventi privati? Sì, anche loro possono essere green

L’intervista con Pallotta si chiude con un’interessante digressione sugli eventi privati: matrimoni, feste, celebrazioni. Anche lì, dice Riccardo, si può applicare una logica sostenibile.

Come?

  • Fiori veri ma locali, per evitare trasporti internazionali inutili.
  • Catering a km zero, valorizzando le eccellenze del territorio.
  • Tovagliato e stoviglie in materiali lavabili, evitando la plastica monouso.
  • E ovviamente, una buona borraccia, simbolo pop dell’ecologia quotidiana.

Non è solo una questione di stile, ma di scelte consapevoli che possiamo portare anche nei momenti più speciali della nostra vita.

Dopo la pandemia, la voglia di tornare a vivere

C’è un altro tema che scorre in sottofondo durante l’intervista: il ritorno dei concerti dopo la lunga pausa pandemica.
“Prima del Covid – ricorda Riccardo – non avevamo mai visto così tanti live tutti insieme in Italia.” Ora, l’estate è esplosa di appuntamenti: da Cremonini a Imagine Dragons, passando ovviamente per Elisa.

È come se ci fosse una fame collettiva di esperienze, ma anche una nuova attenzione al senso di ciò che viviamo. In questo contesto, portare un messaggio ambientale su un palco gigante come San Siro diventa doppio segnale di speranza.

La colonna sonora della sostenibilità

Prima di salutarci, Pallotta lancia una suggestione: che canzone inserirebbe in una playlist green?
La risposta è immediata: qualcosa di Billie Eilish. Perché lei “non si limita a cantare di ambiente, ma lo vive nelle sue scelte quotidiane.”

Un invito implicito a fare altrettanto, ognuno nel suo piccolo: ascoltare, riflettere, cambiare.

Conclusione – Gocce che diventano mare

“Forse è solo una goccia nel mare” – si chiede il conduttore Luca Eboli. Ma Riccardo non ha dubbi:
“Anche il mare è fatto di gocce.”

E allora sì, il concerto di Elisa è una goccia. Ma è anche un modello, un seme, un inizio. Un atto di coraggio, in un mondo che spesso deride l’impegno e preferisce la distrazione.

In un’epoca di crisi ambientale, ogni gesto conta. E se anche un palco può diventare un parco sonoro, se anche un ritornello può nascondere una lezione, allora forse vale davvero la pena ascoltare. Con più attenzione, con più cuore.

La Redazione di Radio FM1 – Intervista di Luca Eboli

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