Ascolta la radio Ascolta
la radio

Perché i capelli cadono di più in autunno?

La buona notizia è che, entro certi limiti, la cosiddetta caduta stagionale dei capelli può rientrare nella fisiologia del loro ciclo. Ma capire che cosa sta succedendo davvero è il primo passo per distinguere un normale ricambio da una perdita che merita maggiore attenzione.

Caduta dei capelli in autunno: non è soltanto un’impressione

Partiamo da un dato che ridimensiona subito l’ansia da spazzola: perdere capelli ogni giorno è normale: si perdono in media tra 50 e 100 capelli al giorno. Quando la quantità aumenta sensibilmente si parla invece di excessive hair shedding, cioè di una caduta superiore al normale.

Ma esiste davvero una stagionalità? Alcune ricerche suggeriscono di sì.

Uno studio pubblicato sulla rivista Dermatology, condotto su 823 donne, ha osservato una periodicità annuale del ciclo dei capelli, con la percentuale maggiore di capelli in fase telogen, quindi quella che precede la caduta, durante l’estate e un secondo picco, meno marcato, in primavera.

Tradotto: ciò che chiamiamo caduta dei capelli in autunno può essere il risultato visibile di processi follicolari iniziati settimane prima. Insomma, settembre non preme un misterioso interruttore “off” sulla nostra chioma.

Per capire la caduta bisogna conoscere il ciclo del capello

Ogni follicolo segue un proprio ritmo. La fase anagen è quella della crescita e dura anni; segue la breve fase catagen, di regressione, e infine la telogen, fase di riposo al termine della quale il capello viene rilasciato e il follicolo può avviare un nuovo ciclo.

Le stime possono variare a seconda dei metodi utilizzati negli studi, ma la letteratura dermatologica indica che la grande maggioranza dei follicoli del cuoio capelluto si trova normalmente in anagen. Una review scientifica riporta valori indicativi dell’85-100% in fase anagen, circa l’1% in catagen e fino al 15% in telogen. 

Quindi è colpa del cambio di stagione?

Non esattamente. Sarebbe più corretto parlare di una possibile componente stagionale del ciclo del capello, senza attribuire automaticamente ogni aumento della caduta all’autunno.

Gli studi hanno effettivamente osservato oscillazioni stagionali, ma questo non significa che qualsiasi perdita abbondante a settembre, ottobre o novembre sia fisiologica. Stress, alimentazione, stato di salute e cambiamenti ormonali possono sovrapporsi alla stagionalità. Anche una carenza di ferro può essere associata alla perdita dei capelli, come ricorda il National Health Service britannico.

Caduta o rottura? La differenza che cambia la hair routine

C’è poi un equivoco beauty molto comune: confondere i capelli che cadono dal follicolo con quelli che si spezzano sulle lunghezze.

Dopo l’estate, soprattutto se i capelli sono stati esposti intensamente a sole, salsedine, cloro, calore e styling, le lunghezze possono apparire più secche e fragili. In questo caso una parte di ciò che troviamo sulla spazzola può essere dovuta alla rottura del fusto, non alla caduta dalla radice.

Ed è qui che la routine cosmetica può fare concretamente la differenza. Shampoo adatto al cuoio capelluto, conditioner dopo il lavaggio, maschere sulle lunghezze e prodotti leave-in possono aiutare a mantenere la fibra più gestibile e a limitare i danni meccanici. Anche il gesto conta: niente strattoni sui nodi, temperature eccessive o acconciature costantemente molto tese. L’AAD ricorda infatti che una trazione ripetuta può arrivare a provocare una vera forma di perdita dei capelli, l’alopecia da trazione.

I prodotti anticaduta funzionano davvero?

Qui occorre fare una distinzione essenziale. Un prodotto cosmetico può contribuire al benessere del cuoio capelluto e alla qualità della fibra, ma non dovrebbe essere presentato come la soluzione universale a qualsiasi forma di caduta.

La scelta più sensata è costruire una routine coerente con le reali esigenze di cute e capelli: detergere senza ricorrere a lavaggi inutilmente aggressivi, condizionare le lunghezze, ridurre la rottura e utilizzare eventuali trattamenti specifici secondo le loro indicazioni. Lavare meno i capelli per paura di vederli cadere, invece, non blocca il processo: durante il lavaggio diventano semplicemente più evidenti capelli che erano già nella fase di distacco.

Anche l’alimentazione conta, ma la stagione della caduta non è un buon motivo per iniziare integratori fai-da-te. Se si sospetta una carenza nutrizionale, la strada corretta è valutarla con un professionista sanitario.

Quando la caduta dei capelli non sembra più “stagionale”

La parola chiave è cambiamento. Se la caduta diventa improvvisamente molto intensa, continua nel tempo oppure si accompagna a un diradamento visibile, vale la pena approfondirne la causa. Lo stesso vale quando compaiono chiazze senza capelli o sintomi del cuoio capelluto come forte prurito, bruciore, dolore, desquamazione o arrossamento.

Meglio allora osservare, trattare i capelli con delicatezza e scegliere prodotti professionali in base alle esigenze reali di cute e lunghezze. Perché la regola per i capelli resta sempre la stessa: prima capire che cosa stanno raccontando, poi decidere come prendersene cura.

Questo articolo è stato realizzato dalla redazione di Femina in collaborazione con Hair Gallery Europe – Consulenti di Bellezza, punto di riferimento nel panorama della bellezza professionale in Italia. Con oltre dieci anni di esperienza nell’hairdressing, Hair Gallery si distingue per attenzione ai dettagli, professionalità e vicinanza al cliente. È anche leader nell’e-commerce di prodotti professionali per capelli, con più di 10.000 articoli dei migliori marchi.

Partecipa alla discussione

Condividi sui tuoi social

Restiamo connessi

Resta sempre aggiornato sulle novità di Fémina Mag e Radio FM1 ascoltando la nostra musica su tutte le tue piattaforme preferite. Clicca sulle icone qui sotto per seguirci su Spotify, Instagram, Facebook e YouTube!

Articoli consigliati