Ascolta la radio Ascolta
la radio

Mare, piscina e sole: tips per salvare morbidezza e luminosità dei capelli

Ci sono giornate d’estate in cui i capelli sembrano vivere una doppia vita. Al mattino sono morbidi, pettinabili, pieni di luce. La sera, dopo mare, piscina, sole e vento, diventano più secchi, ruvidi, difficili da districare. Acqua salata, cloro, raggi UV e lavaggi più frequenti mettono la fibra capillare sotto pressione, soprattutto quando i capelli sono colorati, decolorati, ricci, fini o già sensibilizzati.

Perché mare e piscina stressano i capelli

Il capello è una fibra di cheratina rivestita da cuticole, piccole “scaglie” sovrapposte che proteggono la parte interna. Quando questa barriera si solleva o si indebolisce, la chioma perde morbidezza, diventa più porosa e trattiene peggio l’idratazione.

In piscina il cloro ha una funzione igienica fondamentale, ma può rendere i capelli più secchi perché tende a intaccare la componente lipidica che riveste il fusto. In pratica, sottrae parte di quella protezione naturale che aiuta la fibra a restare elastica e luminosa. Ecco perché, dopo molte ore in acqua, le lunghezze possono sembrare opache, rigide, più facili alla rottura.

Il mare lavora in modo diverso. Il sale dà subito quell’effetto texturizzato che amiamo nel beach hair: onde più corpose, volume, movimento. Ma se resta a lungo sulla fibra, soprattutto insieme al sole, può accentuare disidratazione e crespo. 

Il pre-bagno: il gesto più sottovalutato

La regola più semplice è anche una delle più efficaci: bagnare i capelli con acqua dolce prima di entrare in piscina o in mare. Un capello già saturo di acqua pulita assorbe meno cloro o acqua salata. È un gesto rapido, quasi invisibile, ma cambia molto nella gestione della secchezza.

Dopo averli bagnati, si può applicare una piccola quantità di leave-in conditioner, crema protettiva o olio leggero sulle lunghezze. Non serve esagerare: l’obiettivo è creare un film sottile che riduca il contatto diretto con cloro, sale e vento. Sui capelli fini basta pochissimo prodotto sulle punte; sui capelli ricci, crespi o molto porosi si può distribuire una dose più generosa, lavorandola con le mani.

Per chi nuota spesso, la cuffia resta una scelta intelligente. Non è sempre l’accessorio più poetico dell’estate, ma è il più concreto: limita l’esposizione continua all’acqua clorata e protegge soprattutto i capelli colorati o decolorati, che tendono a essere più vulnerabili.

Sole e capelli: il danno invisibile

Quando parliamo di capelli al mare pensiamo subito al sale, ma il sole è un protagonista altrettanto importante. I raggi UV possono contribuire alla perdita di proteine della fibra e alle alterazioni del colore. I capelli chiari, biondi, grigi o decolorati sono spesso più sensibili perché hanno meno melanina, cioè meno pigmento naturalmente protettivo.

La strategia è semplice: cappello, foulard o prodotti leave-in con protezione UV quando l’esposizione è lunga. Non è solo una scelta estetica, ma un modo per proteggere cuticola, colore e brillantezza. 

Aftercare: cosa fare appena usciti dall’acqua

Il dopo bagno è il momento decisivo. Sciacquare i capelli subito con acqua dolce aiuta a rimuovere residui di cloro, sale e sabbia prima che restino troppo a lungo sulla fibra. 

A casa, meglio scegliere uno shampoo delicato ma efficace, seguito sempre da un balsamo ricco o da una maschera idratante. L’errore più comune è detergere molto e condizionare poco: in estate, invece, il capello ha bisogno di essere lavato bene ma anche di morbidezza.

La maschera non deve per forza restare in posa mezz’ora. Le formule rapide da tre o cinque minuti sono perfette per la routine estiva, purché siano usate con costanza. 

Rimedi rapidi quando i capelli sono già secchi

Se le lunghezze sono ruvide dopo una giornata intensa, il rimedio più veloce è il layering leggero: prima un leave-in idratante, poi una goccia di olio o siero solo sulle punte. Il leave-in restituisce pettinabilità, l’olio aiuta a sigillare e lucidare. Attenzione però alle quantità: troppo prodotto può appesantire, soprattutto sui capelli sottili.

Per districare, mai partire dalla radice. Si comincia dalle punte, poi si sale gradualmente, tenendo la ciocca con una mano per evitare trazioni. Sui capelli ricci o mossi, meglio districare da bagnati o molto umidi, con balsamo o crema leave-in. Sui lisci fini, invece, può bastare uno spray condizionante leggero.

Anche l’asciugatura conta. Dopo mare e piscina, meglio evitare temperature molto alte: la fibra è già stata esposta a sole, acqua e attrito. Tamponare con un asciugamano morbido, non strofinare, e usare il phon tiepido quando serve.

Questo articolo è stato realizzato dalla redazione di Femina in collaborazione con Hair Gallery Europe – Consulenti di Bellezza, punto di riferimento nel panorama della bellezza professionale in Italia. Con oltre dieci anni di esperienza nell’hairdressing, Hair Gallery si distingue per attenzione ai dettagli, professionalità e vicinanza al cliente. È anche leader nell’e-commerce di prodotti professionali per capelli, con più di 10.000 articoli dei migliori marchi.

Partecipa alla discussione

Condividi sui tuoi social

Restiamo connessi

Resta sempre aggiornato sulle novità di Fémina Mag e Radio FM1 ascoltando la nostra musica su tutte le tue piattaforme preferite. Clicca sulle icone qui sotto per seguirci su Spotify, Instagram, Facebook e YouTube!

Articoli consigliati