
C’è un’arte che pulsa, che vibra, che intreccia fili invisibili tra materia e sensazione. È l’arte di Sabrina Richiedei, giovane artista marchigiana che abbiamo avuto il piacere di ospitare negli studi di Radio FM1, ai microfoni di Edith con News & Smiles, in occasione della sua mostra personale “Materia Viva”, in corso ad Amandola fino al 15 agosto.
Originaria della provincia di Fermo, Sabrina porta nel suo lavoro la stratificazione di esperienze diverse: dalla pittura alla gioielleria contemporanea, passando per ceramica e persino tatuaggio. Un percorso artistico non lineare ma vitale, fatto di esplorazione, sperimentazione e ricerca continua.
“La pittura è sempre stata il filo conduttore di tutto”, racconta Sabrina con la voce gentile e lo sguardo acceso. “La gioielleria è arrivata da poco, ma è stato amore a prima vista.”
Ed è proprio l’intreccio – fisico, simbolico ed estetico – a costituire il cuore della sua cifra stilistica. I suoi quadri e i suoi gioielli sembrano dialogare tra loro, riflettendo pattern organici, catene sovrapposte, materiali che si incontrano e si separano, come frammenti di una mappa emotiva.
Una chiacchierata sincera, tra arte e vita. L’intervista completa è qui:
Gioielli meditativi, colori che respirano
Sabrina lavora con materiali come acciaio inossidabile, argento, lapislazzuli, ametiste, e persino conchiglie. Ogni elemento viene scelto non solo per la sua bellezza, ma per l’energia che sprigiona. Non si tratta tanto di una ricerca esoterica quanto di una connessione viscerale con la materia: “Quando incontro la pietra giusta, me ne innamoro”.
I gioielli diventano così strumenti meditativi: il tintinnio delle catenelle, il peso delle pietre, l’atto stesso del creare sono gesti che raccontano un silenzio interiore, un’attenzione alla presenza. Allo stesso modo, la pittura è un viaggio: i colori scaturiscono dall’emotività del momento, guidano lo spettatore attraverso paesaggi interiori e immaginari naturali.
Rotterdam e il richiamo della natura
Una tappa fondamentale nella crescita artistica di Sabrina è stato il suo soggiorno a Rotterdam, dove ha vissuto per due anni. Un periodo di solitudine fertile, di introspezione, di confronto con luci e colori diversi da quelli marchigiani.
“Mi mancavano le montagne, il mare, gli alberi. E questo si è riversato nei miei quadri. Mi ha spinto a chiedermi cosa volevo davvero trasmettere”.
È da questa mancanza che nasce “Materia Viva”, mostra allestita ad Amandola, piccolo borgo ai piedi dei Monti Sibillini, in Piazza Risorgimento 8, nella galleria Artbox Gallery. Aperta dal giovedì alla domenica, dalle 18:00 alle 21:00, fino al 15 agosto, l’esposizione è un omaggio all’essenza della materia, al legame con la terra, ai colori come canali di comunicazione emotiva.


A sx Abisso – a dx Cosmogonia, opere di Sabrina Richiedei
L’opera simbolo: Abisso
C’è un quadro, tra quelli esposti, che ha catturato più di tutti l’attenzione: si chiama Abisso, e campeggia anche sulla brochure della mostra. Un’immersione nelle profondità marine, ma anche nel cuore umano.
“È ispirato a un corallo, ma ognuno può vederci ciò che vuole. Per me l’importante è che trasmetta qualcosa.”
Lo stesso direttore artistico Fabio Pucciarelli è rimasto folgorato dall’opera, tanto da decidere di invitarla a esporre proprio grazie a quel quadro.
Un invito a sciogliere i nodi
“Materia Viva” è molto più di una semplice mostra. È un invito a rallentare, a riconnettersi con sé stessi, a percepire la bellezza nei dettagli. Un dialogo silenzioso tra l’artista e chi guarda, tra la forma e il senso, tra il visibile e il sentito.
“Se chi osserva le mie opere sente qualcosa, allora il mio lavoro è fatto.”
Un’affermazione semplice, ma potentissima. Sabrina Richiedei ci ricorda che l’arte vera non si spiega: si percepisce. E che anche una conchiglia, un intreccio di catene, un colore acceso su tela, può raccontare più di mille parole.
La Redazione di Radio FM1 – Intervista di Edith Gentili





