Dai DM di Instagram al set di un film per adulti, passando per Le Iene: il racconto sincero di una carriera nata online

La voce di Freya Ferrari arriva chiara, diretta, senza filtri. Ospite del programma “Belli di Sabato” su Radio FM1, condotto da Luca Eboli e Michele Cintio, Freya si racconta con una naturalezza disarmante, affrontando un tema che ancora oggi divide, genera giudizi e scatena discussioni: il lavoro nel mondo dell’erotico e dei contenuti per adulti, in particolare sulla piattaforma OnlyFans.
È un’intervista che non cerca sensazionalismo, ma offre ascolto. Una conversazione che riesce a illuminare con semplicità un percorso professionale spesso etichettato, talvolta frainteso, quasi sempre ridotto a cliché. In questi 20 minuti di diretta, Freya parla di scelte, di cambiamenti, di incontri che le hanno cambiato la vita e di una professione che rivendica come autentica, impegnativa, costruita con metodo e passione.
Il debutto: da camgirl a creator
“Mi sono affacciata a questo mondo partendo dalle cam”, racconta Freya nelle prime battute. Una scelta, la sua, nata inizialmente per curiosità e voglia di indipendenza, poi diventata una vera e propria professione. Non si tratta di un percorso improvvisato: dietro le quinte, dice lei stessa, ci sono ore e ore di lavoro, programmazione, contenuti, risposte ai messaggi. “Serve organizzazione, struttura. È un lavoro a tutti gli effetti”.
Dopo l’esperienza sulle cam, Freya entra su OnlyFans. Il passaggio è naturale, quasi inevitabile: la piattaforma anglosassone, negli ultimi anni, è diventata un vero e proprio mercato di contenuti a pagamento, dove chi produce foto e video può gestire in autonomia la propria presenza e monetizzazione.
Freya lo fa costruendo un personaggio coerente, che sia però il più vicino possibile a sé stessa. “Ho cominciato quasi per caso, poi ho capito che poteva essere un lavoro. E mi ci sono buttata”.
L’incontro che cambia tutto: dal digitale al set
Il momento di svolta arriva con una collaborazione che le apre nuove porte: “Dopo aver lavorato con un creator, ho conosciuto un pornodivo – Andrew Goes – che mi ha invitata a considerare il passaggio nel mondo dell’hard. È stato lui a farmi da ponte per un’opportunità concreta: un progetto con una casa di produzione importante e persino con Le Iene”.
Freya accetta. Parte da Milano, poi Vicenza, e si ritrova sul set di un film per adulti, con tanto di troupe, manager e registi. “All’inizio ero molto emozionata. Mi chiedevo se fosse la scelta giusta. Ma poi ho pensato: lo sto già facendo su OnlyFans, perché non farlo in modo più strutturato?”
Nel racconto non c’è compiacimento, né retorica. Solo una serie di passaggi logici che testimoniano una consapevolezza crescente: non basta mostrarsi. Serve sapere cosa si sta facendo, con chi, e con quali obiettivi.
L’apparizione a Le Iene: entusiasmo e delusione
Il servizio televisivo con Le Iene, come racconta Freya, è stato “un’esperienza intensa, a tratti stressante”. Girato tra Milano e altre location, l’incontro con le telecamere non è stato semplice: “Non ero abituata a essere ripresa costantemente. Una mattina mi hanno svegliato bussando alla porta, con microfono e cameraman pronti. Io ero appena sveglia, non me l’aspettavo”.
Freya si mostra trasparente anche rispetto alle sue difficoltà. Parla di momenti in cui si è sentita a disagio, di scene tagliate, di consigli ricevuti in maniera poco empatica da una collega più esperta. “Avrei accettato più volentieri dei consigli da Martina, piuttosto che da chi aveva fatto solo un paio di film”.
Il commento finale è pacato, ma diretto: “Non mi è piaciuto molto. Ma ci sta, ero alle prime esperienze”.
Il bigottismo e il bisogno di raccontarsi
Luca Eboli sottolinea più volte un punto cruciale: “Vogliamo abbattere la barriera del bigottismo”. Ed è proprio questa la forza dell’intervista: l’approccio è privo di giudizi, costruito sul dialogo, sull’ascolto vero. Freya parla con orgoglio della sua carriera, senza mitizzarla ma neanche sminuirla. “È la mia passione, la mia vocazione… e anche la mia condanna”, dice, quasi ridendo.
Il suo racconto svela un lavoro che richiede costanza, capacità relazionali, spirito imprenditoriale. Non c’è spazio per l’improvvisazione. “Chi pensa che questo mondo sia facile, si sbaglia”, ribadisce. “Serve metodo. E serve sapere esattamente cosa vuoi ottenere”.
Social, interazione e confini personali
Un altro tema che emerge forte è quello della relazione con il pubblico. Freya distingue tra i follower sui social e i fan su OnlyFans. “Sono due realtà diverse. Su Instagram rispondo ai DM, cerco di ritagliarmi un’ora al giorno per interagire. Ma con i fan su OF è diverso: lì il rapporto è più diretto, più intimo”.
Dopo l’apparizione a Le Iene, confessa, “molte persone della mia zona mi hanno scritto. Anche un esponente politico locale mi ha fatto i complimenti. È stato bello, inaspettato”.
Parla di eventi, di viaggi, di occasioni in cui riesce a incontrare dal vivo chi la segue. “Mi piace creare un legame. Condividere qualcosa di più del semplice contenuto”.
Il futuro: sogni, ambizioni e confini da superare
Nella parte finale dell’intervista, Luca e Michele le chiedono cosa si aspetti dal futuro. Freya non ha dubbi: “Vorrei crescere anche fuori dall’Italia. L’Europa, gli Stati Uniti. Poter lavorare anche lì, conoscere persone del settore, apprendere dai migliori”.
Alla domanda su chi vorrebbe incontrare, risponde con il sorriso: “Rocco Siffredi. Mi piacerebbe scambiare due chiacchiere con lui, capire meglio il mestiere. Imparare”.
Non è un sogno infantile. È l’aspirazione di chi ha compreso che, anche in un settore spesso giudicato ai margini, si cresce solo con studio, dedizione e confronto.
Conclusione: un messaggio oltre i luoghi comuni
L’intervista a Freya Ferrari, andata in onda su Radio FM1, è una finestra aperta su un mondo troppo spesso chiuso nei cliché. È un’occasione per ascoltare senza pregiudizi, per comprendere ciò che non si conosce, per restituire umanità a chi lavora in settori considerati “altri”.
Freya non chiede comprensione. Chiede rispetto. Racconta il suo percorso con onestà, anche nei momenti di difficoltà, e dimostra che dietro ogni immagine pubblicata, ogni video venduto, ci sono persone vere. Con ambizioni, paure, sogni, limiti.
In un’epoca in cui i contenuti erotici sono a portata di clic ma ancora circondati da tabù, una testimonianza come la sua può servire a spostare lo sguardo. A guardare oltre la superficie.
La Redazione di FM1





